Uomo + Robot innovazione nella logistica 4.0

Da diversi anni ormai la logistica sta affrontando un percorso di innovazione, che la porterà ad un nuovo livello tecnologico, chiamato in gergo tecnico 4.0. Gli obbiettivi sono chiari, ottimizzare i processi produttivi, prestare attenzione alla sostenibilità ambientale e diminuire i gli errori ed i costi di produzione. Sono molte ormai le innovazioni sia software che hardware che si stanno insinuando nel mondo della logistica. Per comprendere meglio come sta avvenendo questo cambiamento, è necessario partire dall’inizio, e capire innanzitutto l’evoluzione della logistica stessa nel corso del tempo.

Come è cambiata la logistica nel corso del tempo

Quando si iniziò a parlare di logistica per la prima volta, si faceva riferimento solamente la movimentazione di oggetti e di merci all’interno di un negozio o dentro un magazzino. Il raggio d’azione era quindi piuttosto limitato, e la gestione dei processi era relativamente semplice.

Oggigiorno, con il termine “logistica” si intendono anche molti altri aspetti e processi, come l’etichettatura dei prodotti, il deposito IVA, la verifica della conformità e la gestione del servizio resi. Si può quindi dire che il raggio d’azione della logistica è enormemente cambiato, arrivando a comprendere tantissimi aspetti, e la loro gestione simultanea può diventare molto complicata senza l’ausilio della tecnologia e dell’automazione. Inoltre, con la vendita online in grande crescita, c’è da considerare tutto l’aspetto dell’e-commerce, che necessita di alcuni servizi da parte del fornitore, che si aggiungono a tutti gli altri processi di logistica.

L’importanza dell’e-commerce

Lo shopping online ha visto le sue origini nei primi anni 2000, ma negli ultimi 20 anni si è sviluppato esponenzialmente, diventando una valida alternativa alla vendita in negozio. Le aziende hanno quindi dovuto adeguarsi al cambiamento, che ha influenzato in particolar modo il settore dalle logistica. In Italia in particolare, lo shopping online ha uno dei tassi di crescita più alti del mondo.

È cambiato proprio il modo in cui un prodotto può essere venduto, ed il percorso che compie prima di essere effettivamente acquistato dal cliente. Non esiste più solo il percorso dal magazzino al negozio, ma un prodotto può essere ritirato dal consumatore in negozio o in punti di ritiro, oppure giungere ad un transit point per essere poi spedito a casa del cliente. Ci sono inoltre da considerare i vari tipi di consegne, ed il tracciamento dei pacchi. Per questi motivi entrano in gioco la tecnologia e la logistica 4.0.

Le nuove sfide della logistica

La logistica moderna si è posta alcuni ambiziosi obiettivi, raggiungibili solo tramite una digitalizzazione profonda.

  • Ridurre i tempi di consegna: al giorno d’oggi, il cliente medio ha bisogno di una disponibilità quasi immediata dei prodotti. Per poter soddisfare i consumatori, le aziende devono essere pronte, e rimanere indietro perdendo molti clienti è incredibilmente facile. In tutti i processi ci deve essere automazione, dall’organizzazione del magazzino, fino alla spedizione dei prodotti e alla consegna.
  • Big Data per prevedere le esigenze dei consumatori: i cosiddetti big data sono raccolte di dati informativi dei clienti, estesi in termini di volume, velocità e varietà. Questi dati, una volta raccolti, vengono analizzati e filtrati, per ottenere un quadro dettagliato della clientela di una determinata azienda. Essere a conoscenza di quante più informazioni possibili sui potenziali clienti è fondamentale, per poter vendere bene e soddisfare a pieno le loro richieste. Si possono prevedere le oscillazioni della domanda, ed adeguarsi di conseguenza, e soprattutto prevedere se e quando ci saranno picchi nella richiesta, per essere preparati a soddisfarli.

La collaborazione uomo-macchina

L’innovazione tecnologica nelle industrie passa senza dubbio dal campo della robotica. È addirittura diventata un’opportunità per fare un vero e proprio business per alcune aziende, compiendo un investimento che a lungo termine può portare molti benefici economici. La cooperazione tra uomo e robot punta a garantire una maggiore sicurezza per il primo, e un maggiore impiego per il secondo.

Questa cooperazione non è però immediata. Anzi, per moti anni è stato molto difficile trovare un punto di incontro tra uomo e robot. Spesso l’utilizzo della macchina ha soppiantato l’impiego dell’uomo, soprattutto in ambito industriale. Poteva succedere che un intero impianto produttivo venisse costruito a misura della macchina, lasciando spazio limitato per l’intervento di un operatore umano.

Negli ultimi anni la situazione è molto cambiata. I robot hanno trovato largo impiego anche fuori dalle fabbriche, andando ad operare negli ambiti più disparati, come la medicina, l’intrattenimento, e sono entrati prepotentemente anche nelle nostre case e nella nostra quotidianità.

Questa espansione è dovuta in particolar modo all’avanzamento tecnologico, che ha permesso anche di arrivare a progettare e costruire macchine che sono in grado di dialogare con l’uomo, e lavorare in simbiosi ad un operatore anche in ambito industriale. I robot di nuova generazione assistono l’operaio senza sostituirlo. Questa dinamica è già presente in un settore come la logistica, per quanto riguarda ad esempio il reparto di imballaggio delle merci o quello della composizione dei vari ordini. Sono nate di conseguenza le cosiddette smart factories, ovvero le fabbriche intelligenti.

La nascita dei cobot

Un cobot è un robot industriale, progettato per lavorare con l’uomo, e non al posto dell’uomo. Tra uomo e macchina c’è una vera e propria interazione, che riesce a garantire la sicurezza dell’operaio e le prestazioni massime della macchina.

Sono presenti tre livelli diversi di collaborazione.

  • Aree di lavoro sicure: in questa circostanza l’area di lavoro è munita di appositi sensori, che rilevano l’arrivo dell’operatore e fanno cessare ogni movimento alle macchine, in totale sicurezza. Se un eventuale contatto uomo-macchina può essere pericoloso per la sicurezza, in questo modo non è solo l’attenzione dell’operatore ad evitare incidenti, ma la tecnologia stessa. Ovviamente questo sistema funziona se gli spazi di lavoro vengono condivisi solo occasionalmente e per brevi periodi, altrimenti il cobot non avrebbe modo di lavorare.
  • Aree di lavoro condivise: se gli spazi di lavoro vengono abitualmente condivisi, ci deve essere un altro tipo di collaborazione, per garantire la produttività. Si devono poter prevedere dei contatti, che devono essere sicuri per l’uomo, ed allo stesso tempo la macchina deve poter essere in grado di continuare a lavorare, per non arrestare il processo produttivo.
  • Interazione nello svolgimento dei compiti: l’ultimo stadio dell’incontro tra uomo e macchina prevede una vera e propria collaborazione. Ad esempio, l’operatore può controllare il cobot, regolarne la forza o fargli manipolare oggetti. Si ottiene quindi una vera e propria simbiosi.

Ovviamente la sicurezza dell’uomo rimane la priorità, in ogni condizione di lavoro. Sono infatti presenti numerosi sistemi di sicurezza, che garantiscono un lavoro del tutto privo di rischi. I cobot sono ad esempio dotati di protezioni sulle parti taglienti, giunti arrotondati e non sono più presenti cavi o componenti pericolosi esposti ed in vista, ma sono ben nascosti e difficili da raggiungere.

Vantaggi e svantaggi della logistica 4.0

Come è facile intuire, il passaggio tecnologico ha sempre dei pro e dei contro. La logistica 4.0 porterà sicuramente dei benefici per le aziende, in termini sia economici che tempistici. Si assisterà ad un aumento della produttività, si avrà una migliore tracciabilità delle merci, e la sicurezza degli operai migliorerà. Un altro miglioramento, che sarà una diretta conseguenza della logistica 4.0, sarà la riduzione della documentazione cartacea.

Oltre ad un risparmio economico, renderà l’azienda più ecosostenibile e permetterà di produrre meno rifiuti. Ovviamente però va considerata anche l’altra faccia della medaglia. Innanzitutto, investire in una nuova tecnologia è sempre molto dispendioso, non tutti possono affrontare costi così ingenti, ed i tempi di rientro per l’investimento possono essere anche piuttosto lunghi. Inoltre, per poter azionare certi tipi di macchinari, è necessario avere del personale altamente qualificato, e non sempre è facile reperirlo.

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